App cinese Zao diventa caso come FaceApp – Software e App


(ANSA) – ROMA, 3 SET – Sta diventando un caso l’app cinese
Zao che permette agli utenti lo scambio dei volti con le
celebrities e su cui si adombrano dubbi sulla privacy. Una
situazione che ricorda quella di FaceApp, l’app che invecchia i
volti diventata virale a cavallo dell’estate.
   
WeChat, il corrispondente cinese di WhatsApp, ha bloccato
Zao sulla sua piattaforma. Cioè si possono condividere i video
creati con l’applicazione ma non si possono invitare i propri
contatti a utilizzare Zao tanto che appare un messaggio:
“l’accesso a questa pagina è stato bloccato poichè contiene
molti rischi sulla sicurezza”. Il problema principale
dell’applicazione riguarda le politiche sulla gestione dei dati
personali: una volta accettati i Termini e le condizioni di
utilizzo dell’app, l’utente cede a Zao tutti i diritti riguardo
l’utilizzo dell’immagine del proprio volto. La società pare aver
annunciato su Weibo la sua intenzione di modificare questo
passaggio in modo da rassicurare gli utenti.
   
Zao è un’applicazione per iOS, il sistema operativo di Apple
per i dispositivi mobili, sviluppata dalla società cinese Momo.
   
E’ stata lanciata venerdì solo in Cina, e in poche ore ha
scalato le classifiche dei download. Permette di creare video in
cui gli utenti possono sostituire i volti delle celebrità in
scene di film, spettacoli e video musicali popolari,
semplicemente caricando un selfie. Sembra un caso simile a
FaceApp, l’app russa per invecchiare i volti, che incamerava le
foto degli utenti sui propri server e poteva usarle per diverse
attività fra cui la cessione ad altre società del gruppo
FaceApp.(ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA