‘Code your future’, in Italia formazione digitale a rifugiati – Hi-tech


Un’app e uno smartphone per iniziare ad orientarsi nel mondo della tecnologia, poi un corso di sei mesi con insegnanti specializzati per diventare programmatori informatici. Parte in Italia, dopo l’esperienza del Regno Unito, ‘Code Your Future’, un programma gratuito rivolto a rifugiati e richiedenti asilo ma anche agli italiani in difficoltà economica. “Nel loro percorso di vite interrotte, studi incompleti o sfide di integrazione molte di queste persone desiderano nuove opportunità di apprendimento. Vogliamo fornire competenze che portano a nuove carriere professionali piuttosto che a lavori occasionali. Le nuove professionalità digitali sono meritocratiche e senza frontiere chiunque proviene da qualsiasi background socio-culturale può avere le stesse opportunità”, spiega German Bencci, fondatore di Code Your Future.

Fondata a Londra nel 2016, l’organizzazione no profit ha ottenuto col suo programma risultati incoraggianti: il 70% dei partecipanti ha infatti trovato una nuova occupazione, anche in aziende come Live Nation e Bbc.

L’iniziativa, in Italia, è supportata da LVenture Group, la holding di partecipazioni quotata sul Mta di Borsa italiana che investe in startup digitali. “Vogliamo sostenere le persone che partono da una situazione svantaggiata ad acquisire le competenze digitali oggi fondamentali nel mercato del lavoro.

Code Your Futere può rappresentare una grande occasione per le nostre startup continuamente alla ricerca di nuovi talenti”, afferma Luigi Capello, amministratore delegato di LVenture Group. Da oggi ci si può candidare al programma, le lezioni inizieranno il 4 maggio e dureranno sei mesi. “I corsi saranno in inglese con docenti italiani specializzati, non c’è limite d’età, ai partecipanti verrà pagato il biglietto della metro per gli spostamenti e anche la baby sitter nel caso avessero necessità”, sottolinea Hannah Roberts, coordinatrice italiana di Code Your Future. Le lezioni si terranno presso l’Hub di LVenture Group e Luiss Enlabs che si trova alla stazione Termini di Roma. Dopo l’esperienza inglese e italiana, l’iniziativa si espanderà in altri paesi “entro la fine dell’anno”. 

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