Collezionismo tech nella Silicon Valley – Hi-tech


(ANSA) – ROMA, 29 MAG – Un piccolo pezzo di collezionismo
italiano sbarca nella Silicon Valley grazie al Temporary Museum
di Torino, istituzione privata italiana dedicata alla cultura
della Rivoluzione Informatica e alla sua divulgazione. Porta in
California “Homage to the Information Technology Revolution” un
percorso che racconta la storia di visionari e imprenditori che
tra il 1975 e il 1985, trasformarono una rivoluzione tecnologica
nella più grande rivoluzione culturale di tutti i tempi.
   
Dal 19 giugno, presso la Cupertino Historical Society &
Museum i visitatori faranno un viaggio nella storia
dell’informatica, incontrando i protagonisti dell’epoca – tra
cui John Sculley, Allan Alcorn, Daniel Kottke, Jack Tramiel,
Chuck Peddle, Lee Felsestein e Steve Wozniak che accompagneranno
il percorso espositivo attraverso le macchine che hanno fatto la
storia della Rivoluzione Informatica. Tra queste, la Programma
101 (Italia, Olivetti, 1965) e il rarissimo Apple-1 (Usa, Apple,
1976) completo di kit originale. Il solo “sopravvissuto” (non ci
sono altri esempi conosciuti) che includa la scatola originale
spedita dal garage di Los Altos, casa dei genitori di Steve
Jobs, la fattura originale in cui compare Steven (Jobs) come
venditore, una lettera personale di Mr. Jobs al cliente e una
delle prime cassette in linguaggio BASIC senza logo Apple. Per
la prima volta nella sua storia, accanto all’Apple-1 sarà
esposta anche la cassetta degli attrezzi che Wozniak usò per
assemblarlo.
L’approfondimento culturale – ideato da Marco Boglione,
fondatore e presidente di BasicNet – è curato da Cecilia Botta
per BasicGallery, l’archivio storico del gruppo industriale
torinese, che custodisce una delle più complete collezioni al
mondo dei simboli di quei 10 anni (1975-1985) da cui tutto ebbe
inizio. (ANSA)

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