Confindustria Ancma, Ciclo Registro web – Internet e Social


(ANSA) – ROMA, 13 GEN – Vita dura per i ladri di biciclette.
   
Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo
Accessori) lancia il ‘Ciclo Registro’. Dalla due giorni di
BiciAcademy, l’evento formativo dedicato ai negozianti delle
settore ciclo organizzato dall’associazione al Palacongressi di
Rimini, arriva una proposta per contrastare un fenomeno che in
Italia interessa oltre 320mila malcapitati possessori ogni anno.
   
Il ‘Ciclo Registro’ è un portale web, dove sarà possibile
registrare il numero di telaio delle biciclette vendute e
produrre un certificato digitale di proprietà gratuitamente.
   
L’iniziativa di Confindustria ANCMA, promossa anche in sede
parlamentare nell’ambito della riforma del Codice della Strada,
nasce soprattutto per aggregare, valorizzare e far confluire in
un’unica piattaforma – istituzionale e gratuita – tutte le
migliori esperienze online già esistenti in modo da incrociare
le informazioni e migliorare il servizio.
La costruzione di un data base del parco circolante è un primo
passo verso la soluzione del problema che permetterebbe, ad
esempio, alle Forze dell’Ordine di individuare immediatamente se
una bicicletta risulta rubata e chi è il suo legittimo
proprietario. Inoltre, questo progetto apre la strada
all’offerta da parte delle compagnie assicurative di prodotti e
coperture specifiche per i ciclisti, al momento inesistenti.
“Quella dei furti di biciclette – ha spiegato il presidente
dell’associazione Andrea Dell’Orto – è una piaga che ha assunto
in Italia ed e soprattutto nei grandi centri urbani, una
dimensione importante, specialmente se si considerano anche le
vittime che non sporgono denuncia”. Da qui l’esigenza di
tutelare i proprietari e i consumatori, ma anche il comparto, i
negozianti e l’industria italiana di riferimento (prima in
Europa), che subiscono un danno economico rilevante dalla
diffusione di questo reato. Una volta a regime il ‘Ciclo
Registro’ contribuirà infine a riequilibrare anche il mercato
dell’usato, che a causa dei furti risulta anch’esso inquinato da
fenomeni di ricettazione e dal potenziale rischio di incauti
acquisti o vendite.(ANSA).
   

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