Cybersicurezza auto,a rischio componenti – Hi-tech


(ANSA) – EOMA, 21 FEB – Con l’aumento della diffusione, anche
sui modelli di fascia bassa, delle automobili ‘connesse’ cresce
anche l’impegno da parte dei Costruttori per proteggere –
attraverso specifiche tecnologie – la privacy e la sicurezza dei
dati che vengono veicolati all’interno della vettura e nei
collegamenti con l’ambiente esterno e le infrastrutture. Un
recente studio condotto dal Ponemon Institute per conto di
Synopsys e di SAE International – realizzando attraverso
intervistate a 600 professionisti responsabili del contributo o
della valutazione della sicurezza dei componenti automotive –
evidenzia in questo ambito una situazione preoccupante. La
maggior parte (63%) degli intervistati verifica meno della metà
dell’hardware, del software e di altre tecnologie esposte a
vulnerabilità. Quasi un terzo (30%) delle aziende rappresentate
dai manager intervistati non ha, poi, un programma o un team
dedicati alla sicurezza informatica del prodotto.
   
I maggiori rischi per la cibersicurezza – si legge nello
studio Synopsys SAE International – arrivano dalle tecnologie RF
(63%), tra cui WiFi e Bluetooth, seguite dalla telematica (60%),
dai sistemi di assistenza alla guida (45%), dalle telecamere
(29%) e dai componenti elettrici (17%). Gli autori dello studio
hanno valutato anche i fattori primari che sono a monte di
questa pericolosa vulnerabilità nelle tecnologie
automobilistiche: al primo posto (71%) la pressione per
rispettare le scadenze di consegna dei nuovi prodotti, al
secondo (60%) la mancanza di formazione relativamente a
procedure e pratiche sicure e al terzo (55%) errori accidentali
di codifica dei software. (ANSA).
   

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