Huawei: il fondatore Ren, mai spiato per conto della Cina – Tlc


Ren Zhengfei, fondatore di Huawei, respinge i sospetti secondo cui la compagnia sia utilizzata dal governo cinese per spionaggio: in un raro incontro con i media stranieri, Ren, nel quartier generale di Shenzhen, ha detto che sua figlia e direttore finanziario, Meng Wanzhou, arrestata in Canada, dovrebbe essere liberata, ammettendo di sentire la sua mancanza. Huawei “non ha mai ricevuto alcuna richiesta da alcun governo di fornire informazioni improprie”, ha aggiunto l’ex ingegnere militare, nel resoconto del Financial Times.

“Amo ancora il mio Paese, sostengo il Partito comunista, ma non farei mai alcuna azione che possa danneggiare alcun Paese”, ha aggiunto Ren, ingegnere di 74 anni, di cui si conoscono pochissimi contatti diretti con i media. Se ne contano tre, almeno in via ufficiosa, di cui l’ultima nel 2015: quella di oggi, invece, è un evento eccezionale dovuto a fattori delicati tra le ripetute accuse alla “sua” azienda di essere il braccio armato di Pechino (dalla corsa alla leadership tecnologica, a partire dal riconoscimento globale dello standard 5G, fino allo spionaggio) e il rischio di estradizione negli Usa pendente su sua figlia, accusa di attività illecite con l’Iran.

Ren, a sorpresa, ha avuto parole di pieno apprezzamento per Donald Trump, rilevando che è “un grande presidente” degli Usa, lodando il robusto taglio fiscale a sostegno del business. “Il messaggio che voglio comunicare agli Usa è: collaboriamo e condividiamo il successo. Nel nostro mondo dell’alta tecnologia, è sempre più impossibile per ogni singola compagnia o Paese sostenere e supportare i bisogni del mondo”.
   

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