In piedi dopo incidente grazie a robot – Hi-tech


(ANSA) – CESENATICO (FORLÌ -CESENA), 23 SET – Quattro anni fa
l’incidente che lo ha paralizzato dalla vita in giù, oggi il
ritorno in piedi grazie a un robot di ultima generazione che
riproduce la camminata e mantiene vivo il tessuto muscolare.
   
Jordan Fantini, 24 anni, è uno dei primi pazienti a sperimentare
il ‘Lokomat’, l’esoscheletro per la neuroriabilitazione
robotizzata degli arti inferiori, in dotazione al reparto di
Medicina Riabilitativa dell’ospedale Marconi di Cesenatico,
grazie alla donazione della Fondazione Fruttadoro Orogel.
   
Il Lokomat è formato da un tapis roulant, da un sistema di
scarico del peso del paziente e da un doppio esoscheletro
controllato elettronicamente che consente di riprodurre uno
schema motorio assimilabile alla normale deambulazione. In
questo modo gli arti inferiori si muovono in sincronia col tapis
roulant e contemporaneamente il paziente riceve un feedback
visivo attraverso un monitor sul quale viene virtualmente
riprodotta l’attività motoria svolta.
   
“Ho sentito parlare del Lokomat la prima volta nel 2015”,
racconta Jordan, vittima di un incidente in auto proprio il 30
agosto di quell’anno, che lo ha costretto a 25 giorni di coma e
gli ha causato una lesione midollare all’altezza della sesta e
settima vertebra: “Il robot mantiene e migliora il tono
muscolare e mi fornisce tutto il supporto per l’assistenza
necessaria per riprodurre il cammino, alleggerendomi il peso del
corpo e riducendo la fatica”. Un modo “non tanto per stare in
piedi, quanto piuttosto per ritrovare la naturalità del cammino,
il cui ricordo in me è sempre vivo”. Ad oggi l’ambulatorio di
riabilitazione robotica di Cesenatico ha preso in carico 21
pazienti, per un totale di 339 sedute di trattamento.
   

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