La mia Sofia nel Marocco maschilista – Ultima Ora


(ANSA) – ROMA, 9 MAR – L’articolo 490 del codice penale
marocchino prevede “da un mese a un anno di reclusione per le
relazioni sessuali al di fuori dal matrimonio”. Questa la
premessa di ‘Sofia’ film della regista Meryem Benm’Barek, che
racconta di una donna di venti anni che vive a Casablanca coi
suoi genitori e che a un certo punto si ritrova incinta. Ma
dov’è il marito?
Il film, che sarà in sala dal 14 marzo con Cineclub
Internazionale Distribuzione, ha vinto il premio per la migliore
sceneggiatura a Cannes (Un Certain Regard) ed è stato designato
film della Critica. Durante un pranzo di famiglia Sofia (Maha
Alemi) ha violenti crampi allo stomaco e sua cugina Lena (Sarah
Perles), studentessa di medicina, capisce subito che sta per
partorire. La porterà, con tutta la discrezione possibile,
all’ospedale a partorire. A quel punto però che cominciano le
difficoltà più serie: ci sono solo ventiquattro ore per
risolvere il problema dei problemi: Sofia deve sposarsi per non
infrangere la legge del suo Paese ed evitare la galera…
   

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