L’AI di Google crea “ritratto poetici” – Software e App


(ANSA) – ROMA, 5 MAG – L’intelligenza artificiale ora crea
“ritratti poetici”. A renderlo possibile è Google, che tra i
suoi progetti artistici nel campo dell’AI ha svelato
PoemPortraits. Si tratta di un’applicazione web che unisce al
classico selfie una poesia personalizzata, creata a partire da
una parola suggerita dall’utente.
   
L’esperimento artistico è frutto della collaborazione del
laboratorio Arts & Culture di Google con il programmatore Ross
Goodwin e la scenografa Es Devlin. Goodwin ha creato l’algoritmo
che genera automaticamente la poesia. Per farlo, ha “allenato”
le reti neurali con 25 milioni di parole scritte dai poeti del
XIX secolo.
   
Il risultato mette insieme poesia, design e machine learning,
cioè apprendimento automatico. Per provarlo basta andare sulla
pagina web apposita (g.co/poemportraits), “donare” una parola e
scattarsi un selfie con la fotocamera del Pc o dello smartphone.
   
Il risultato è una poesia scritta sul proprio volto, con un
effetto simile a un filtro di Instagram o SnapChat.
   
“Le poesie possono essere sorprendentemente commoventi
oppure, altre volte, prive di senso”, spiega Devlin, che ha
pubblicato il proprio ritratto poetico. “L’essenza di questo
progetto è il modo profondamente umano in cui cerchiamo e
troviamo una risonanza personale nel testo generato dalla
macchina”.(ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA