L’Ict consuma troppa energia e inquina – Hi-tech


(ANSA) – ROMA, 6 MAR – Il consumo totale di energia delle
tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), fra
produzione e uso delle attrezzature, sta crescendo a un tasso
“insostenibile” del 9% all’anno e, ad oggi, rappresenta il 3,7%
delle emissioni globali di gas serra (rispetto al 2,5% del
2013). E’ quanto emerge dal rapporto “Lean Ict – towards digital
sobriety” (Ict leggero – verso una sobrietà digitale) redatto
dal think tank francese “The Shift Project” (il cui fondatore
Jean-Marc Jancovici ha ideato, nel 2000, un metodo per calcolare
l’impronta di carbonio).
   
Obiettivo del team di dodici scienziati, ingegneri del
settore e consulenti, è aiutare le grandi organizzazioni a
gestire l’impatto energetico delle loro “operazioni digitali”
perchè la transizione così come è oggi contribuisce ad aumentare
il riscaldamento globale piuttosto che a prevenirlo. La
necessità di agire è quindi urgente, avverte il think tank
rilevando che lo scenario “sobrio” quanto meno impedisce
l’esplosione dell’impronta ambientale digitale. I passi da fare
sono principalmente nell’acquisto di dispositivi il meno potenti
possibile, nel cambiarli il meno possibile e nel ridurre gli usi
non necessari e per di più “energivori”.
   
“L’impatto ambientale della digitalizzazione diventa
gestibile se l’Ict è più snello. E’ possibile limitarne crescita
all’1,5% all’anno passando a pratiche digitali sobrie” dice il
rapporto. Secondo “The Shift Project”, il tasso di crescita dei
consumi energetici del settore digitale potrebbe essere
rallentato dal 9% all’1,5% nel 2025, secondo uno scenario di
“sobrietà” che lascia spazio alla crescita dei data center (+17%
annuo al 2025) e delle reti mobili (+25% annuo al 2025).(ANSA).
   

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