Oggi è il World Emoji Day – Software e App


(ANSA) – ROMA, 17 LUG – C’è una giornata per tutto anche per
le emoji, cioè le faccine che sono entrate da tempo in chat,
messaggi e social. Il 17 luglio si festeggia il World Emoji Day,
la faccina che ride a crepapelle è stata eletta parola dell’anno
2015 dai dizionari Oxford.
   
Secondo un’indagine di Wiko, le emoji più diffuse sono
quelle legate a emozioni positive. Al primo posto c’è la faccina
che piange di gioia (usata dal 53% del campione italiano),
seguita dal classico smile che sorride (18%) e dalla faccina con
gli occhi a forma di cuore (16%). Inoltre, se il 100% del
campione le usa abitualmente per velocizzare e sintetizzare
messaggi, per il 42% degli intervistati è meglio non utilizzarle
all’interno delle comunicazioni in ambito professionale, mentre
il 25% dice che sarebbe meglio evitarne l’utilizzo, oltre che
con il proprio responsabile anche con i colleghi di lavoro.
   
C’è una emoji per tutti i gusti, interraziali, no gender, per
l’insalata vegana e anche per la doppia elica del Dna. E a
cadenza regolare ne sono disponibili sempre di più e delle più
disparate a testimonianza di quanto sia diventato un’abitudine
consolidata comunicare con le faccine.
Il termine emoji deriva dal giapponese e vuol dire
pittrogramma, cioè un disegno o un simbolo in uno o più colori
immediatamente riconoscibile. La prima faccina è stata creata
tra il 1998 e il 1999 da Shigetaka Kurita, che lavorava per
dispositivi mobili della società di telecomunicazioni NTT
DoCoMo. Poi sono arrivate in Occidente e sono state inserite nel
sistema di codifica Unicode. Ad oggi ne sono disponibili
migliaia e non c’è tastiera o computer o sistema operativo, da
iOS di Apple ad Android di Google, che non abbia le proprie
faccine.
   

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