Ora il drone si pilota con lo sguardo – Hi-tech


(ANSA) – CAGLIARI, 24 SET – Sperimentato per la prima volta
il volo di un drone pilotato con lo sguardo. E’ accaduto in
Sardegna, nell’aviosuperficie Aliquirra, all’interno dello
spazio aereo del Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ).
   
La società 3D Aerospazio, socia del Distretto Aerospaziale della
Sardegna (Dass), ha coordinato nei giorni scorsi le prove in
volo di un drone controllato, in tutte le manovre effettuate,
dallo sguardo dell’operatore.
   
Grazie all’ausilio di un puntatore oculare debitamente
modificato, il “pilota” ha potuto gestire l’intero inviluppo
delle manovre del drone esclusivamente puntando lo sguardo sullo
schermo di un computer. Secondo gli esperti del Dass, la
tecnica, una volta perfezionata, permetterà a persone non più in
grado di poter utilizzare gli arti e allettate, come ad esempio
i malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) o pazienti che
abbiano subito gravi traumi spinali, di pilotare un drone e
poter visionare le immagini dell’ambiente circostante, in tempo
reale.
   
Le prove, probabilmente tra le prime al mondo eseguite con
questo tipo di tecnologia, rappresentano la fase iniziale di una
serie di test del Progetto Slapp (Sclerosis Lifeline APP), che
saranno effettuati in collaborazione, per quanto riguarda la
parte clinica, con l’Unità Operativa Complessa Neurologia
dell’Aou di Cagliari e con l’Istituto Auxologico di Milano e,
per quanto riguarda la consulenza, con l’Enac.
   
“Questa sperimentazione – osserva il Comandante Antonio Depau
di 3DAerospazio – ha consentito di dimostrare che è tecnicamente
possibile permettere a una persona di controllare un drone con
l’ausilio dello sguardo mantenendo ampi margini di sicurezza”.
   
“Grazie alle competenze maturate – aggiunge Alessandro Cardi,
Vice dg Enac – e al supporto della tecnologia sarà possibile
fornire ulteriori nuove possibilità alle persone affette da SLA”
“Si tratta di un’ulteriore importante occasione – dice il
presidente del DASS, Giacomo Cao – di dimostrare le sinergie che
si è in grado di mettere in campo a livello regionale e
nazionale per il raggiungimento di obiettivi utilissimi al
miglioramento della qualità della vita di pazienti affetti da
terribili patologie”.(ANSA).
   

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