Zuckerberg spinge su privacy – Internet e Social


(ANSA) – NEW YORK, 7 MAR – Mark Zuckerberg preme
sull’acceleratore della privacy. E illustra la sua ‘visione’ per
un social network in cui proprio la privacy e il criptaggio sono
centrali, così come lo è una maggiore interoperabilità fra i
servizi di comunicazione della piattaforma.
“Renderemo possibile l’invio dei messaggi ai propri contatti
usando ognuno dei nostri servizi. Vogliamo offrire la
possibilità di scegliere come raggiungere i propri amici fra le
piattaforme” Messenger, WhatsApp e Instagram “da qualsiasi app
si preferisce”. L’interoperabilità offre “vantaggi di privacy e
sicurezza. Con la possibilità di inviare messaggi fra i nostri
servizi, si sarà in grado di inviare messaggi criptati a un
numero di telefono su WhatsApp da Messenger” mette in evidenza
Zuckerberg, illustrando come le comunicazioni saranno più
semplici, agevoli e private. Ed è proprio la privacy al centro
dell’annuncio di Zuckerberg sulla sua pagina Facebook: “Quando
penso al futuro di internet, ritengo che una piattaforma di
comunicazione focalizzata sulla privacy diventerà ancora più
importante di quanto non siano le piattaforme aperte ora. La
privacy concede alla gente la libertà di essere se stesi e di
connettersi in modo più naturale, che è il motivo per cui
vengono sviluppate i social network”.
   
Ammettendo come al momento la reputazione del social network
non è delle migliori per la tutela degli amici, Zuckerberg però
rilancia: “abbiamo dimostrato più volte di poter evolvere e
creare quei servizi che la gente vuole”. Il riferimento è alla
pioggia di critiche piovuta su Facebook e al calo della fiducia
nei confronti del social network. Non è la prima volta che
Zuckerberg si impegna sul fronte della privacy, senza grandi
risultati visto il susseguirsi degli scandali. Allo scetticismo
di fronte all’impegno di Zuckerberg si sommano i rischi che una
tale politica incontra. Fra questi il fatto che molti governi si
oppongono al criptaggio e Facebook potrebbe finire con l’essere
bloccata in alcuni paesi stranieri, come lo stesso Zuckerberg
ammette.
   

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